Quattro libri simbolo del 2017

Il 2017 sta per dire addio e lascia dietro sé un’annata letteraria molto feconda.

Lo_Scoprilibri  ha stilato una classifica dei quattro migliori racconti che hanno visto la luce negli scorsi 12 mesi, tra thriller avvincenti e potenziali futuri bestseller, tutti tricolore. E qualche premio letterario che ha già conquistato sia il pubblico che la critica.
Le otto montagne, Paolo Cognetti
Una storia che ha vinto il Premio Strega 2017, creando una profonda empatia con le anime dei lettori più solitari e di quelli alla perenne ricerca di loro stessi. Un trittico di parti (“Montagna d’infanzia”, “La casa della riconciliazione” e “Inverno di un amico”) racconta le vicissitudini dei  protagonisti. Pietro vive a Milano con i suoi genitori amanti della montagna, che affittano una casa a Grana, al cospetto del Monte Rosa, dove riscoprono l’amore per la maestosa roccia naturale. Lì durante le vacanze estive conosce Bruno, che non è mai uscito da quel piccolo mondo e non fa che portare al pascolo le sue mucche. Ai piedi del monte, Pietro costruisce un rapporto con il suo burbero padre e un’amicizia con il pastore, che durerà fino all’età adulta, quando partirà alla volta del Nepal per cercare il suo posto nel mondo.
Il cacciatore di libri proibiti, Fabio Delizzos
Un thriller storico ambientato nella Città Eterna ai tempi di Paolo IV, il papa che ha emanato il primo indice di libri proibiti in quanto immorali. Accadono eventi miracolosi, strani e segreti, e il “criminale” Raphael Dardo viene incaricato dal cardinale Cosimo I de’Medici di scoprire la verità. Incarcerato a Castel Sant’Angelo per il possesso di una Bibbia giudicata maledetta, se vorrà avere salva la vita dovrà risolvere il caso prima che il conclave elegga il sostituto di Paolo IV, da poco spirato. Dove si trova “Il Codice dei Miracoli”, il libro più antico, misterioso e pericoloso che sia stato scritto? Ovunque sia, i suoi segreti dovranno essere custoditi ad ogni costo.
L’Arminuta, Donatella Di Pietrantonio
Conquistatore del Premio Campiello 2017, “L’Arminuta” racconta della “ritornata”, una tredicenne che dopo essere sempre vissuta presso la famiglia che credeva essere la sua, viene mandata forzatamente dai suoi veri genitori. Trova una vita aspra, in cui tutti le sono ostili, tranne la sorella Adriana e i fratelli Giuseppe e Vincenzo, che riescono a mitigare il suo senso di solitudine. Se il nome della tredicenne non viene mai scritto, neppure quello dell’amorevole mamma adottiva viene mai svelato. La sua figura è totalmente diversa da quella di Adalgisa, la madre biologica, che si dimostra fredda e distante. Sul finale il romanzo svela i dettagli che hanno portato al trasferimento della ragazzina, taciuti fino agli ultimi capitoli.
Il mare dove non si tocca, Fabio Genovesi
Il vincitore del Premio Strega 2015, Genovesi ritorna sulla scena letteraria con un’autobiografia che racconta l’infanzia e la prima adolescenza di un piccolo Fabio, che ha 6 anni, 2 genitori, una decina di nonni e 9 zii cacciatori e comunisti. Cresce nella ruspante campagna toscana, all’aria aperta, senza troppi vizi materiali ma con l’affetto che talvolta contraddistingue le famiglie meno abbienti. Eppure all’età di 13 anni i suoi compagni di scuola lo considerano un ragazzo strano e fuori dal mondo, una compagnia di cui vergognarsi. Ma essere “diverso” sarà la fortuna, perché apprenderà un’arte che pochi padroneggiano: quella di raccontare storie, che solitamente ha sempre inventato per intrattenersi in mancanza della tivù.

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