L’uragano nero

La storia di Jonah Lomu, il campione degli All Blacks cresciuto tra i delinquenti di Auckland e salvato dal rugby.

(66thand2nd, 18 euro, uscita: novembre 2016)

Se ogni sport è una rappresentazione della guerra, il rugby è una guerra di conquista il cui obiettivo è penetrare nel cuore della terra nemica. È anche un gioco dove l’imprevedibilità è congenita, anarchico come i rimbalzi del pallone. È uno sport animalesco ma soprattutto umano, perché il centro dell’azione è il pallone e non l’uomo. Per praticarlo ci vuole la forza del pugile e la maestria dell’orologiaio.

Del rugby gli All Blacks incarnano lo spirito,  la leggenda, la perfezione delle trame d’attacco. Tra loro un giorno spunta un ragazzone di origini tongane, un gigante che corre sfiorando l’erba come una gazzella. Si chiama Jonah Lomu, un “carro armato, ma veloce come una Ferrari”. Al mondo si rivela nella Coppa in Sudafrica nel 1995. In semifinale, contro l’Inghilterra. La casa madre contro gli dèi di Ovalia. L’attesa è spezzata da un fax spedito all’albergo dei neozelandesi: “Ricordatevi che il rugby è un gioco di squadra. Perciò, tutti e quattordici passate la palla a Jonah Lomu”. Sembra uno scherzo, ma è una profezia. Lomu dominerà la sfida, seminando un senso d’impotenza nel campo avversario. La sua apparizione però è come la scia di una cometa: il suo fisico portentoso sarà tradito da una sindrome nefrosica, che finirà per prendersi anche la sua vita.

Lomu, cresciuto tra i delinquenti di Auckland, salvato dal rugby, resterà nella storia dello sport come Senna o Jim Thorpe, atleti maledetti. O come Coppi, di cui era l’antitesi. “Coppi era un cirro bianco nel cielo azzurro. Lomu un nembo scuro che annuncia l’uragano”.

Disponibile in versione Ebook

Marco Pastonesi (Genova, 1954), ex ciclista ed ex giocatore di rugby di serie A, è una firma della «Gazzetta dello Sport» per la quale ha seguito dodici Giri d’Italia, nove Tour de France e un’Olimpiade, ma anche due Giri del Ruanda e uno del Burkina Faso. Ai suoi sport preferiti ha dedicato diversi libri, tra cui Gli angeli di Coppi, Il diario del gregarioLa corsa più pazza del mondo (con prefazione di Gianni Mura), Ovalia e il Dizionario degli All Blacks. Insieme a Giorgio Terruzzi ha scritto anche due libri di battute e aforismi sul calcio e, in generale, sullo sport.

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