Le maschere di Lola

Colpi di scena, paura e adrenalina per l’ultimo noir di Tallone e Carillo, in uscita in tutte le librerie e con La Stampa martedì 31 gennaio. (Edizioni del Capricorno, 8,90 euro)

Lola è braccata. Costretta a mascherarsi, a vivere in clandestinità, senza tetto né legge, lontana dal Caveau, il suo negozio di specialità francesi nel quartiere torinese di San Salvario. Obbligata, con ogni mezzo, a far perdere le sue tracce, mentre la polizia la cerca e il cerchio intorno a lei si stringe sempre di più.

Perché Lola è stata incastrata. Accusata dell’omicidio della moglie di un altissimo dirigente dell’ASL, coinvolta in una faida senza quartiere tra gruppi estremisti vegani e «carnivori» disposti a tutto per far prevalere la propria fede, Lola è inchiodata da una serie di prove in apparenza inoppugnabili. Tutto è contro di lei, e neppure Guiscardo, il fidanzato funzionario della Digos, è ormai in grado di aiutarla. Ma è proprio in circostanze come queste che diventa utile l’esperienza della zona grigia tra il mondo della legalità e quello dell’illegalità. Radunata una banda di vecchi (fedeli, inflessibili) e nuovi amici, Lola decide di scoprire chi si cela dietro la serie di omicidi in cui è stata tirata dentro, e si prepara a una battaglia che non farà prigionieri, e minaccerà di cambiare per sempre le vite dei protagonisti.

Se, com’è stato scritto, il noir è una letteratura del rischio, un’esperienza narrativa da cui neppure il lettore può uscire indenne, questo è noir all’ennesima potenza. Furioso, crudele, spiazzante. Alla fine (se c’è una fine), i confini tra realtà e finzione risulteranno più incerti, più fluidi. Pericolosi.

«Ormai ero decisa. Se dovevo scegliere tra passare la vita nascosta, tremando alla vista di ogni divisa, guardandomi alle spalle giorno e notte, o gettarmi nella guerra, a costo di lasciarci la pelle, ebbene, non avevo dubbi. Scelsi ancora una volta la seconda. La battaglia è mille volte più riposante della paura.»

Massimo Tallone, scrittore e saggista torinese, ha pubblicato con Fratelli Frilli Editori Piombo a Stupinigi (2007), Veleni al Lingotto (2008), Doppio inganno al Valentino (2009), L’enigma del pollice (2010), La manutenzione della morte (2011), Il Cardo e la cura del sole (2012), L’amaro dell’immortalità (2013) e Il cadavere volubile (2016). Nel 2009 ha pubblicato il saggio Dizionario ironico della cultura italiana per Utet. Per le Edizioni e/o ha pubblicato Il fantasma di piazza Statuto (2012) e Il diavolo ai Giardini Cavour (2013), e per Golem Edizioni Le vite anteriori (2016). Nel 2014 ha pubblicato per Dudag l’e-book Vico Bimah e il passaggio segreto. Dal 2011 collabora con il quotidiano La Repubblica, per il quale scrive racconti seriali. È socio fondatore di Torinoir e direttore artistico della scuola di comunicazione e scrittura Facciamo la Lingua.

Biagio Fabrizio Carillo ha insegnato e collaborato alla stesura dei programmi addestrativi dell’Istituto Superiore di Tecniche Investigative dell’Arma dei Carabinieri. È docente di numerosi master universitari in criminologia forense e tecniche investigative presso le università di Napoli, del Salento, di Torino, di Castellanza e di Firenze. Dal 2014 è responsabile della sezione di scienze investigative dell’Accademia Italiana di Scienze Forensi fondata da Luciano Garofano. Ha scritto articoli in qualità di esperto di tecniche investigative, negoziazione e criminologia investigativa su riviste specialistiche. È presidente dell’associazione culturale «Quelli che… Cesare Lombroso».

Per Edizioni del Capricorno Tallone e Carillo hanno pubblicato i noir Il postino di Superga (2015), La riva destra della Dora (2016) e La curva delle Cento Lire (2016).>

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